PUNTATA PILOTA. NASCITA

Il Sabato della Regia lo sto pensando da più di un anno. Eccomi finalmente alla puntata pilota.

Un gancio mi tratteneva da iniziare, sottoforma di domanda sospettosa “Cosa lo scrivo a fare? Chi se lo legge il diario di una regista teatrale giovincella di paesello?”

Mi ringrazio per il giovincella.

Cinque anni fa avevo 30 anni, domani invece è officineperegrine a compiere 5 anni di attività ufficiale, registrata all’Agenzia delle Entrate.

5 anni di lavoro e siamo rimaste in tre. Come cantavano i Litfiba negli anni ‘80.

Il mio inconscio sapeva già da più di un anno fa che il desiderio di tenere un diario pubblico su officineperegrine teatro sarebbe stato soprattutto un percorso di elaborazione del lutto. Ed era mio desiderio chiamare la prima puntata di questo percorso “Nascita”.

Elaborazione del lutto di uno degli obiettivi principali di officineperegrine.

Del resto l’intera creazione diofficineperegrine non la si può neppure chiamare progetto: il nome giusto è “tuffo nel vuoto”.

Creare, praticare e “formare” teatro in un piccolo paese del nord Sardegna. Io che torno al paese con doppia laurea, studio, teoria e pratica sul tema. Torno a casa per offrire. Verbo primario dell’Arte. “Performare” significa infatti “donarsi completamente”. A qualcuno che voglia ascoltare.

Ed eccoci. La regia, quell’unica cosa che avevo circa cinque anni fa, al mio ritorno in Sardegna, quell’unica cosa, me stessa, che si è inventata officineperegrine teatro.

Volevo scrivere Il Sabato della Regia per raccontare in puntate le mirabolanti avventure del mio lavoro, ovvero quel che una regia fa nel giorno di riposo degli aspiranti allievi, ed invece eccomi qui ad esordire con la quinta ed ultima fase dell’elaborazione del lutto: l’accettazione.

Accettazione che officineperegrine teatro sta cambiando più velocemente delle mie annotazioni.

Il Sabato della Regia cinque minuti per raccontare in quali emozioni contrastanti vive un gruppo di teatro che tenta disperatamente di farsi ascoltare, e con la presunzione di ricevere comprensione.

Il Sabato della Regia per trasformare gli aspetti deprimenti del fare teatro – quali la mancanza di ascolto che l’arte più antica sopporta da millenni e millenni – in storie di forza e soluzioni; raccontare, a chi il teatro lo nomina senza conoscerlo, come e quanto la “magia del teatro” operi – quando la si pratica con chi teatrante è – a trasformare gli ostacoli in ricchezze.

Era quello che volevo fare, quando avevo ancora speranza che il mio mestiere interessava a più di due persone: far teatro per commuovere e far crescere la voglia di teatro, farlo arrivare a chi non lo conosce, o a chi lo nomina per “sentito dire”, a chi lo insulta e disprezza, a chi non lo ama, a chi lo ha abbandonato senza averlo mai abbracciato, o dopo il primo applauso (che è pure peggio)…

Il Sabato della Regia sarà il racconto assurdo e contradditorio di quello che vedo e sento riguardo al mio mestiere. E questo già risponde al mio assillo “a chi può interessare sto coso se manco ci vengono a vedere gli spettacoli, a sperimentare i laboratori?”…

“Guardo Sole, Guardo Luna” cantavano, negli anni ‘80, i Litfiba.

Si dice che gli anni ‘80 siano stati il periodo principe di superficialità, dominio dell’apparenza, e morte della rivoluzione. Invece adesso viviamo un periodo di profondità, sostanza, coerenza e rinascite propulsive.

Ma questo chi fa teatro lo sa. Che il grottesco è il genere perfetto e chi non lo capisce è perché non va a vedere gli spettacoli ma a farsi vedere dagli altri nello sfoggio della propria pelliccetta. Gli archittetti mercenari, due secoli fa, costruivano teatri non per gli attori ma per lo sfoggio delle pelliccette.

Adesso invece andiamo a teatro per combattere le ingiustizie del mondo ed essere disposti a fare autocoscienza, scoprendoci oppressori di qualcosa e qualcuno al fine di distruggere i nostri privilegi ed elevarci spiritualmente.

I benpensanti, che fossero nel senso comune, nelle accademie, nelle chiese, o nei pettegolezzi, dalla città alla campagna non hanno mai capito granchè di questo mestiere. Un mestiere che è visto così: “basta schiacciare bottone e la scimmietta saltella”. Un mestiere che non è visto come mestiere ma come cazzata.

Ho perso il conto per quante centinaia di anni si è attaccato il teatro con le scuse e i meccanismi più strani. Ma nulla lo ha ucciso. Sarà anche l’arte più sfigata che esista, che combatte contro nemici di ogni genere, ma è il teatro è l’Arya Stark delle arti. Zitta zitta salva il culo a tutte le altre più robuste con la sua sola esistenza. Scusate lo spoiler. Quando la Commedia dell’Arte era potente, i letterati le rinfacciavano che un’arte che non viene scritta in un testo standarizzato non è arte.

La Commedia dell’Arte è sacra ed eterna. Non si può dire lo stesso di chi la criticava, che di eterno ha solo l’eterno rincarnarsi in mediocrità secolare.

Chi fa questo mestiere nei secoli dovrà ascoltare tante di quelle cazzate sulle proprie leggi – improvvisate da chiunque – che il mondo, per forza di cose, verrà interpretato e raccontato per quello che è: una falsa.

Con il Dottor Balanzone ci prendiamo la nostra rivincita. “Io lo so che non posso fare il chirurgo, ma visto che tu non lo sai che il teatro non lo si fa schiacciando il bottoncino da scimmietta, ti faccio vedere cosa accadrebbe se mi mettessi a fare l’avvocato, il chirurgo, il pilota d’aereo, etc.”

Buon cinque anni di resistenza, a me, a Jada ed Elèna.

A saperlo l’iscrizione all’Agenzia delle Entrate l’avremmo fatta il 25 Aprile, ma ci accontenteremo di festeggiare, il 5 Maggio, sotto l’influenza di Manzoni…

“Perché non si potrebbe, pensai, prender la serie de’ fatti da questo manoscritto, e rifarne la dicitura?” – I Promessi Sposi –

Il sabato della Regia – Puntata Zero

E’ giunta l’ora di inaugurare un progetto che ho in mente da un po’…
…”Il sabato dalla Regia”
Un piccolo appuntamento del sabato sera
(ma non proprio di tutti i sabati) dove racconto cosa fa una regia teatrale
il sabato sera.
Sarà appassionante!
Oggi la puntata 0.
IN FOTO la mia amica del sabato sera:
sua Maestà La Tastiera.
Per la passione rimando alla puntata 1… sabato prossimo…
p.s. e buona domenica! In particolare nell’iSola.
Un bacio dalla metropoli del continente dalla quale presto ripartirò…