PUNTATA DUE. LE PROVE CON LA PANDEMIA

Sono passati due anni e quasi due mesi dall’ultimo episodio di “Il Sabato della Regia”. Che poi era anche il secondo (seppur spacciato per primo).

Ed è passato un anno e tot mesi dallo scoppio della Pandemia.

Questo povero lavoro che è fare teatro ne ha risentito.

Le prove si fanno su google meet, da una città all’altra. Si mandano gli audio delle parti interpretate via whatsapp. E poi dopo un montaggio che ha del miracoloso, si va finalmente in scena.

In questi 16 mesi come non mai mi sono posta la domanda:

“Ma c’è ancora bisogno di teatro?”

Ma non è stato il virus a crearmi questo dubbio.

E’ che la natura di questa arte povera e ribelle stona con la maggior parte delle cose che riempiono questo mondo.

Ma che tipo di mente testarda è quella dell’artista teatrante che si rifiuta di vedere la realtà delle cose? Che razza di cappello deve portare in testa una regia teatrale per non abbandonare tutto? Per continuare il sabato a rivedere il lavoro della settimana e continuare a programmare il futuro? Per tenere ancora viva la voglia che ogni nuovo progetto che si affaccia alla finestra come un fiore o un animaletto curioso, non venga dal dubbio respinto?

Oggi ho pensato due nuovi progetti per l’inverno.

Chissà se ci sarà concesso e se sarà possibile farli. Io già sorrido del frutto che potranno dare…